Cosa fare in caso di…

Assideramento

L’assideramento è il risultato di una eccessiva esposizione al freddo e a basse temperature.

Si può manifestare se si viene sepolti da una valanga, se si rimane immobili al freddo perché infortunati o dispersi o durante un bivacco improvvisato.Ricordiamoci che lo stress fisico e psichico riduce la capacità dell’organismo di reggere al freddo. 

– SINTOMI

Brividi, pallore, torpore, difficoltà di movimento e, negli stati più gravi, confusione mentale e sonno che può degenerare in coma.

– INTERVENTO

Riscaldare subito l’infortunato in modo graduale, con panni caldi e massaggi per riattivare la circolazione.

Somministrare caffè e bevande calde con zucchero, ma non alcolici, che non favoriscono la circolazione sanguigna. Allentare gli indumenti.

Colpo di calore

 Il colpo di calore si verifica in ambienti molto caldi, umidi e poco ventilati.

In queste condizioni la sudorazione può non avvenire in quanto l’eccessiva umidità ne impedisce l’evaporazione.

Si può manifestare in estate , in giornate particolarmente afose, in assenza di vento e nelle ore più calde, sui ghiaioni o conche glaciali con forte riverbero.

– SINTOMI

Intensa sete, cute molto calda, volto arrossato, respiro affannoso, torpore e shock.

– INTERVENTO

Condurre immediatamente la persona in luogo fresco, ventilarlo e raffreddarlo con impacchi di acqua fresca ma non fredda e tenere sotto controllo respirazione e polso.Dare da bere qualcosa di fresco ma assolutamente non alcolico.

Colpo di sole

E’ causato da un’eccessiva esposizione che provoca un aumento di temperatura e una vasodilatazione che porta ad uno stato di shock.

Colpisce chi si espone per ore al sole a capo scoperto, specialmente su nevai, ghiacciai, rocce esposte.

– SINTOMI

Cefalea e vertigini, sudorazione, nausea, offuscamento della visdta, aumento della temperatura, shock.

– INTERVENTO

Porre la persona all’ombra, in luogo arieggiato e rinfrescare il capo con impacchi umidi o acqua fresca ma non fredda.

Condurre la persona in ospedale con urgenza

Congelamento

E’ una lesione della cute e dei tessuti sottostanti causata dall’esposizione a un freddo intenso. Di solito colpisce le parti periferiche del corpo come le dita, le mani, i piedi, le orecchie  e il naso.

– SINTOMI

Lesioni di I grado: provocano rallentamento della circolazione con dolore ed edema locale. La cute è cianotica.

Lesioni di II grado: provocano un arresto della circolazione con locale insensibilità, immobilità e comparsa di bolle.

lesioni di III grado: provocano la necrosi del tessuto e un successivo sfaldamento.

-INTERVENTO

Per le lesioni di primo grado basta massaggiare delicatamente la parte colpita per riattivare la circolazione. Utile allentare tutto ciò che potrebbe ostacolare la circolazione: lacci, calzettoni ecc.

Per le lesioni di II e III grado, chiamare i soccorsi e immergere la parte lesa in acqua tiepida (37°/40°) ricoprendola con panni asciutti. Queste lesioni richiedono un immediato ricovero ospedaliero.

IMPORTANTE: EVITARE di riscaldare la parte in modo improvviso ed eccessivo attraverso stufe o borse di acqua calda. Evitare l’assunzione di alcolici.

Contusione

E’ una lesione del corpo prodotta da un urto senza lacerazione della cute.

– SINTOMI

Dopo il trauma sulla pelle appare un ecchimosi, inizialmente rossa, poi violacea che con il tempo assume una colorazione giallognola prima di scomparire.

– INTERVENTO

Applicare impacchi di ghiaccio che riducono la vasocostrizone ed eventualmente  un bendaggio non stretto. Utile anche l’applicazione di creme vasoprotettrici.

Ps: se il trauma interessa organi interni, occorre prestare attenzione a eventuali emorragie anche nei giorni successivi.

Distorsione

E’ un trauma delle articolazioni causato da falsi movimenti e si verifica quando un osso esce dalla sua sede articolare, rientrandovi immediatamente dopo e può provocare nei casi più gravi una lacerazione dei legamenti.

-SINTOMI

Dolore, gonfiore localizzato a volte con ecchimosi.

-INTERVENTO

Applicare una fasciatura ma che non deve stringere troppo (riduce il gonfiore e aiuta ad immobilizzare l’arto)e fare impacchi freddi.

Ferita

E’ un interruzione della continuità della cute o delle mucose con danneggiamento dei tessuti sottostanti:

  • abrasione (quando un corpo tagliente danneggia o asporta i primi tratti della cute);
  • escoriazione (come le ferite da strisciamento che possono presentare schegge di legno, terriccio e altre piccole particelle che devono essere rimosse;
  • ferita lacero  (avviene per strappamento della cute):
  • ferita lacero contusa (provocata da botte  o contusioni che includono una lacerazione della pelle ed anche ematomi ed ecchimosi).

– INTERVENTO

nel caso di piccole ferite:

bisogna lavare abbondantemente con acqua e rimuovere eventuali corpi estranei come terra o schegge. Disinfettare la ferita con acqua ossigenata. Evitare l’uso di alcol o di tintura di iodio che possono danneggiare i tessuti. Ricoprire la ferita con garze sterili. Al di sopra di queste (non diretto contatto con la ferita) si può porre del cotone idrofilo come tampone. La medicazione, infine, può essere fissata con bende o cerotti;

nel caso di ferite gravi o profonde:

arginare la fuoriuscita del sangue ed eventualmente porre la persona in posizione antishock in attesa dei soccorsi;

* in caso di perforazioni non rimuovere mai gli oggetti estranei ma immobilizzarli.

Frattura

E’ una lesione traumatica delle ossa totali o parziali. Può essere  chiusa, se non c’e lacerazione del tessuto muscolare o cutaneo, o esposta quando un moncone lacera il tessuto esterno ed esce.

-SINTOMI

Dolore violento, deformazione dell’arto, gonfiore, incapacità funzionale del movimento, tumefazione ed ecchimosi.

– INTERVENTO

Se riguarda le articolazioni bisogna evitare movimenti, isolare la persona dal terreno e proteggerla dal freddo o dal sole diretto.

Fare attenzione che la persona non entri in stato di choc e confortarlo.

In caso di frattura esposta  non cercare di allineare i frammenti ma pulire la ferita e coprirla con tessuto pulito per evitare infezioni.

Immobilizzare la parte lesa nella posizione in cui si trova con un bendaggio steccato, bloccando l’articolazione colpita a monte e a valle per ridurre il dolore , per ridurre il rischio di embolie gassose e per posizionare l’osso in maniera corretta.

Il braccio o la gamba fratturati vanno legati a tavoletta con l’aiuto di rami, bastoncini telescopici, sci accuratamente imbottiti con indumenti e fissati alle parte sane per evitarne il movimento.

Importante: in caso di sospette polifratture (bacino, coste, vertebre) non muovere assolutamente la persona e chiamare immediatamente il soccorso alpino. Nell’attesa copriamo la persona per evitare dispersione di calore e tamponiamo eventuali emorragie.

Lussazione

Si verifica quando, per un trauma o falso movimento, un articolazione esce dalla sua sede naturale.

-SINTOMI

Dolore acutissimo che può portare anche allo svenimento, impotenza funzionale e blocco dell’articolazione, gonfiore, ematoma e visibile deformità.

Le parti più colpite sono spalle, dita della mano, il gomito, ginocchio e polso.

– TRATTAMENTO

Evitare di rimettere a posto l’articolazione.  Immobilizzare con fasciatura. Il ghiaccio può aiutare a lenire il dolore. Chiamare i soccorsi.

Polso o avambraccio possono essere semplicemente sospesi al collo con un fazzoletto mentre spalla o omero richiedono una fasciatura attorno al torace.

Mal di montagna 

E’ una patologia che colpisce escursionisti ed alpinisti che salgono troppo rapidamente di quota portandosi in brevissimo tempo oltre 2500-3000 metri di quota. Tuttavia anche durante una normale escusione, la pressione atmosferica, che con l’alta quota diminuisce, può provocare qualche fastidio.

– SINTOMI

Cefalea associata spesso a vertigini, sensazione di nausea o anche di vomito, debolezza generale e insonnia, anoressia, battito cardiaco accelerato.

– INTERVENTO

Nella maggior parte dei casi basta riposare (eventuale assunzione di un semplice nevralgico per il mal di testa) senza scendere di quota.

Situazioni più critiche con forte malessere generale richiedono una rapida discesa per prevenire edemi polmonari e cerebrali.

 Oftalmia

E’ inevitabile in assenza di occhiali da sole efficaci. Fondamentale è utilizzare occhiali da sole di qualità avvolgenti o con protezioni laterali in grado di filtrare i raggi UVA e UVB, soprattutto quando si va oltre i 2000 metri di quota. La lunga esposizione al sole in estate o il riverbero della neve, anche in presenza di cielo coperto, in inverno, possono causare danni molto seri alla vista.

– SINTOMI

sensazione di sabbia sotto le palpebre e sensazione di un corpo estraneo all’interno dell’occhio, lacrimazione , arrossamento e difficoltà a tenere a tenere gli occhi aperti.

– TRATTAMENTO

rimanere al riparo della luce, al buio o bendare gli occhi, utile applicare impacchi di acqua fredda per calmare il dolore. Utile collirio o anche le lacrime artificiali.

Stiramento-Strappo

Sono gli infortuni più comuni per chi fa trekking, si differenziano per il diverso grado del danno muscolare e accadono quando vengono sottoposti “a freddo” ad uno sforzo eccessivo:

  • contrattura (distrazione senza soluzione di continuità)
  • stiramento (distrazione con lesione di pochi fascicoli o miofibrille)
  • strappo (distrazione con rottura do molte miofibrille e conseguente stravaso ematico più o meno importante)

– SINTOMI

Nella contrattura il muscolo è dolente e la palpazione profonda ne aumenta la sintomatologia; nello stiramento il dolore appare in maniera violenta e improvvisa (il giorno dopo può apparire un travaso ematico); nello strappo muscolare il dolore è di tipo trafittivo con impotenza funzionale totale (presenza di ematoma, edema e gonfiore).

– INTERVENTO

Riposo assoluto, applicazione di impacchi freddi, utile tenere sollevata la parte lesa perché il sangue defluisce e si attenua gonfiore.

Svenimento

la causa è una cattiva irrorazione cerebrale per calo della pressione arteriosa. Può avvenire per stanchezza e fatica, calore eccessivo, cattiva ossigenazione, emorragie, ustioni, traumi fisici od emotivi ecc.ecc.

– SINTOMI

Senso di malessere, nausea, pallore e capogiro.

La perdita di coscienza talvolta non è completa, il respiro conservato, il polso debole e lento, la persona è spesso sudata, pallida e ha un senso di freddo.

– INTERVENTO

Porre la persona in posizione antichoc, con le gambe alzate. Slacciare cinture, camicie per agevolare la circolazione. Sorvegliare il battito cardiaco e le funzioni vitali.

Non dare MAI da bere alcolici e isolare la persona dal terreno proteggendolo dal freddo o dal sole diretto.

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