{"id":343,"date":"2013-05-08T15:05:14","date_gmt":"2013-05-08T13:05:14","guid":{"rendered":"http:\/\/solomontagna.wordpress.com\/?p=343"},"modified":"2018-09-21T08:15:25","modified_gmt":"2018-09-21T06:15:25","slug":"pericoli-naturali-oggettivi-2-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.solomontagna.it\/index.php\/2013\/05\/08\/pericoli-naturali-oggettivi-2-parte\/","title":{"rendered":"Pericoli in montagna parte 2\u00b0(pericoli naturali oggettivi)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Pericoli naturali oggettivi<\/span><\/p>\n<p>La loro origine risiede esclusivamente nei fenomeni naturali legati alla montagna, ai suoi aspetti morfologici e agli eventi meteorologici.<br \/>\nIn larga parte i pericoli sono legati a eventi meteorologici e si possono distinguere in:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #800080;\">DIRETTI\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se agiscono direttamente sull\u2019escursionista<br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\">INDIRETTI\u00a0<\/span><\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Se agiscono dopo aver provocato mutamenti nell\u2019ambiente e sul terreno<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<span style=\"color: #003300;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<span style=\"color: #800080;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 PERICOLI DIRETTI<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong><span style=\"color: #800080;\">LA QUOTA<\/span><\/strong><\/em><br \/>\nL\u2019alta quota di per s\u00e9 condensa una serie di pericoli: l\u2019intensit\u00e0 del freddo e del vento pu\u00f2 causare ipotermia e congelamenti, che si prevengono con indumenti indossati a strato. Importante proteggere le estremit\u00e0 (mani e piedi) poich\u00e9 laddove il sangue di norma arriva gi\u00e0 con difficolt\u00e0, il freddo \u2013 che causa un\u2019ulteriore vasocostrizione \u2013 pu\u00f2 causare principi di congelamento.<br \/>\nOltre i 4000 metri (ad esempio sulle montagne himalayane), l\u2019ossigeno \u00e8 molto ridotto e c\u2019\u00e8 il rischio del mal di montagna (forte cefalea, nausea, vomito, stato confusionale, vertigini) dovuto a un edema cerebrale che pu\u00f2 essere mortale: si previene evitando di salire oltre i 300 metri di quota al giorno. Sempre oltre quote del genere c\u2019\u00e8 rischio di edema polmonare, dalle conseguenze altrettanto gravi dell\u2019edema cerebrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong><span style=\"color: #800080;\">LA VISIBILITA&#8217;<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La visibilit\u00e0 ridotta (spesso ridotta nell\u2019arco di pochi minuti), cos\u00ec frequente in montagna, mette a dura prova la nostra capacit\u00e0 di orientamento. La nebbia, specialmente se cala su un pendio innevato, disorienta e cancella ogni tipo di segnale. Su terreno non innevato la nebbia rende umide e scivolose le rocce, pu\u00f2 ghiacciare sul terreno, provocando anche pericoli indiretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #800080;\">Per ridurre i rischi di nebbia:<\/span><\/p>\n<p>\u2022Partire presto la mattina<\/p>\n<p>\u2022Regolare l\u2019altimetro alla partenza e ad ogni punto riconoscibile su cartina, registrare l\u2019andamento barometrico;<\/p>\n<p>\u2022Osservare cielo e terreno memorizzando tutti gli eventuali punti di riferimento che emergono dalla nebbia, individuare tali punti su cartina;<\/p>\n<div>\u2022Non esitare a tornare sui propri passi se si ha la sensazione di aver perso l\u2019orientamento.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><em><strong><span style=\"color: #800080;\">IL FREDDO<\/span><\/strong><\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>Pu\u00f2 essere molto freddo anche a quote basse. Si tratta di un fattore che contrasta con la necessit\u00e0 del corpo umano di mantenere una temperatura costante tra i 36 e 37 gradi centigradi. Gli indumenti, indossati a strati, producono delle sottili camere d\u2019aria che avvolgono il corpo dell\u2019escursionista e impediscono al freddo dell\u2019aria di raggiungere il corpo.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un limite al freddo cui ci si pu\u00f2 esporre. Limite sia oggettivo, uguale per tutti gli esseri umani, che soggettivo, tipico per ciascun individuo (soggetti pi\u00f9 o meno \u201cfreddolosi\u201d) a causa di un diverso livello di funzionamento metabolico e circolatorio.<\/p>\n<p>Si perde calore pi\u00f9 in fretta \u2026<\/p>\n<div>\u2022Se \u00e8 ridotto o assente l\u2019isolamento; se con la mano nuda tocchiamo una roccia fredda, ben presto le dita si raffreddano;<\/div>\n<div>\u2022Se per l\u2019attivit\u00e0 fisica si comincia a sudare e il sudore inzuppa gli indumenti (sensazione di \u201cacqua gelata\u201d, ben avvertibile sul dorso quando, dopo una lunga salita, ci si toglie lo zaino per una sosta): si riduce l\u2019isolamento dato dagli straterelli di aria calda tra un indumento e l\u2019altro e la temperatura corporea si abbassa (comparsa di brividi, contrazioni muscolari come \u201cbattere i denti\u201d per controbattere il fenomeno);<\/div>\n<div>\u2022Se egualmente gli indumenti si bagnano di pioggia;<\/div>\n<div>\u2022Se si \u00e8 magri: il grasso forma uno strato naturale contro la perdita di calore;<\/div>\n<div>\u2022Se si \u00e8 poco allenati;<\/div>\n<div>\u2022Se si \u00e8 stanchi.<\/div>\n<div>\u2022Se la temperatura scende sotto i 35 gradi, compare l\u2019ipotermia. Diminuzione della pressione arteriosa, perdita di coscienza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"http:\/\/earth.nullschool.net\/#current\/wind\/surface\/level\/orthographic=-337.05,28.62,289\/loc=12.559,44.849\">Il vento<\/a><\/strong><\/em><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>Il vento che investe il nostro corpo\u00a0porta via lo strato d\u2019aria calda a contatto con la pelle e accelera fortemente il processo di raffreddamento. Pi\u00f9 aumenta la velocit\u00e0 del vento pi\u00f9 la pelle si raffredda. Oltre a causare pi\u00f9 freddo, il vento rende pi\u00f9 faticosi i movimenti e ostacola la respirazione. Perci\u00f2 rende pi\u00f9 impegnativa l\u2019escursione.<\/p>\n<p>Se il vento \u00e8 forte i disagi fisici si traducono poi in una sofferenza psicologica.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere utile conoscere una classificazione dell\u2019intensit\u00e0 del vento per regolarsi di conseguenza.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la classificazione di Munter, specifica per la montagna.<\/p>\n<p><strong>1 DEBOLE (fino a 18 Km\/h)<\/strong> Un fazzoletto si muove appena, nessun effetto sulla neve, si avverte il vento sul viso.<\/p>\n<p>2 <strong>MODERATO (18 \u2013 36 Km\/h)<\/strong> Il fazzoletto si tende, la neve si solleva e forma cumuli, nessuna sensazione di fastidio.<\/p>\n<p><strong>3 FORTE (36 \u2013 60 Km\/h)<\/strong> Il vento si fa sentire, si muove il fogliame, fremito del bosco, fischi, bastoncini e cavi tesi vibrano, accumuli di neve di notevole intensit\u00e0, se l\u2019aria \u00e8 molto fredda il vento \u00e8 doloroso, rischio di congelamenti alle estremit\u00e0 gi\u00e0 a -10\u00b0C, indispensabile usare indumenti che non fanno passare il vento.<\/p>\n<p><strong>4 MOLTO FORTE (60 \u2013 90 Km\/h)<\/strong> E\u2019 difficile provedere contro vento, la neve sulle vette e le creste viene sollevata, i rami degli alberi vengono spezzati, possibili congelamenti a partire gi\u00e0 da -5\u00b0C.<\/p>\n<p><strong>5 FORTISSIMO (OLTRE 90 Km\/h)<\/strong> Progressione in posizione eretta molto difficile. Occorre interrompere qualsiasi attivit\u00e0.<\/p>\n<p><em><strong><span style=\"color: #800080;\">LA TORMENTA<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p>E\u2019 costituita dalla presenza contemporanea di freddo, vento, turbinio di neve, talvolta nebbia. La visibilit\u00e0 \u00e8 scarsissima, la respirazione difficoltosa, i minuscoli aghi di ghiaccio percuotono il paralizzando i muscoli facciali ed impediscono di tenere gli occhi aperti.<\/p>\n<p>L\u2019orientamento \u00e8 molto difficile e l\u2019affaticamento \u00e8 elevatissimo.<\/p>\n<p>La tormenta causa facilmente il congelamento e l\u2019assideramento, in quanto asporta rapidamente calore dall\u2019organismo.<\/p>\n<p>Essa costituisce fenomeno impressionante e demoralizzante e chi non \u00e8 dotato di sufficiente forza morale \u00e8 tentato di abbandonarsi al suolo, con comprensibili gravi conseguenze.<\/p>\n<p>La tormenta pu\u00f2 essere vinta con eccellente equipaggiamento, una buona esperienza, forza fisica e morale che consentono di cercare un riparo prima che sia troppo tardi.<\/p>\n<p>Non fare uso di bevande alcoliche: accrescono la spossatezza, annebbiano la mente e accelerano il processo di assideramento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #800080;\"><strong>LA PIOGGIA ED I TEMPORALI<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p>I temporali sono precipitazioni causate da particolari tipi di nubi (cumulonembi e cumuli congesti), nubi isolate che crescono rapidamente in verticale. Ogni escursionista dovrebbe essere in grado di riconoscerle per la frequenza con cui danno luogo a piogge improvvise a met\u00e0 giornata sulle montagne nella stagione\u00a0estiva.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em><a href=\"http:\/\/www.solomontagna.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Immagine1-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-7938\" src=\"http:\/\/www.solomontagna.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Immagine1-1-300x148.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"148\" srcset=\"https:\/\/www.solomontagna.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Immagine1-1-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.solomontagna.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Immagine1-1.jpg 502w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong><span style=\"color: #ff0000;\">LA DIFESA DEI FULMINI<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p>Prima di affrontare questo delicato tema, va sottolineata una premessa fondamentale:<\/p>\n<p>la migliore difesa dai fulmini consiste nel non farsi sorprendere da un temporale!<\/p>\n<p>Questo significa essenzialmente:<\/p>\n<div>\u2022Consultare le previsioni meteorologiche (anche pi\u00f9 di un bollettino);<\/div>\n<div>\u2022Partire presto e tornare presto;<\/div>\n<div>\u2022Osservare il cielo e le tipologie di nubi presenti;<\/div>\n<div>\u2022Consultare gli strumenti di cui disponiamo (altimetro, barometro)<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"color: #ff0000;\">Alcune regole fondamentali da osservare in caso di necessit\u00e0:<\/span><\/em><\/p>\n<div>1. <strong>Evitare<\/strong> i punti elevati come vette, <strong>creste rocciose, croci di vetta, madonnine,<\/strong> abbassandosi rapidamente;<\/div>\n<div>2. <strong>Evitare<\/strong> nel modo pi\u00f9 assoluto le <strong>vie ferrate e i percorsi attrezzati<\/strong> che per la loro natura, offrono elementi che favoriscono la rapida propagazione delle correnti elettriche (gradini metallici, cavi, ecc\u2026);<\/div>\n<div>3. Non ripararsi <strong>sotto grandi massi isolati<\/strong>, n\u00e9 fermarsi troppo vicini ad essi: sono zone privilegiate per un impatto diretto dei fulmini;<\/div>\n<div>4. Le elevazioni devono dominare l\u2019individuo da 5 a 10 volte la sua statura.<\/div>\n<div>5. <strong>Sedersi accovacciati<\/strong> dopo essersi isolati dal suolo (zaino, corda materassino, ecc\u2026). Questa soluzione concorrer\u00e0 a difendervi dall\u2019impatto diretto e dal rischio residuo delle <strong>correnti di terra<\/strong>.<\/div>\n<div>\n<div>6. <strong>Evitare<\/strong> le baite isolate: non sostare sulla porta d\u2019ingresso. Isolarsi come gi\u00e0 descritto, posizionandosi possibilmente al centro della costruzione;<\/div>\n<div>7. Evitare le grotte se poco profonde; non sostare all\u2019imbocco di esse, potremmo diventare\u00a0<strong>\u201cponte di corto circuito\u201d;<\/strong> non appoggiarsi alle pareti, tenersi lontani da infiltrazioni d\u2019acqua e sedersi accovacciati, isolati;<\/div>\n<div>8. Attenzione nel cercare riparo all\u2019interno delle buche; le correnti di terra saltano le depressioni , e la testa, ubicata a filo della superficie, pu\u00f2 costruire un <strong>\u201cponte di corto circuito\u201d;<\/strong><\/div>\n<div>9. Gli alberi isolati sono molto pericolosi per l\u2019impatto diretto; in un bosco fitto si \u00e8 paradossalmente pi\u00f9 al sicuro. Occorre sfatare alcune credenze secondo le quali alcune specie arboree sarebbero pi\u00f9 sicure rispetto ad altre.<\/div>\n<div>\n<div>10. Se sorpresi da un temporale, allontanare momentaneamente i bastoncini telescopici, attrezzatura metallica, ecc\u2026 Il metallo, di per s\u00e9, non attira i fulmini ma \u00e8 un buon conduttore di corrente elettrica;<\/div>\n<div>11. L\u2019oro \u00e8 un ottimo conduttore di corrente elettrica: \u00e8 bene lasciare a casa catenine e anelli;<\/div>\n<div>12. Durante un temporale \u00e8 bene spegnere i telefoni cellulari e le ricetrasmittenti.<\/div>\n<div>\n<p>Il pericolo di un fulmine potrebbe far avvertire sul nostro corpo i segnali di scarica:<\/p>\n<p>\u2022sensazione di solletico sulla pelle;<\/p>\n<p>\u2022prurito al cuoio capelluto;<\/p>\n<p>\u2022i peli che si rizzano;<\/p>\n<div>\u2022i capelli che si rizzano;<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u2022vibrazione degli oggetti metallici.<\/div>\n<p>In tal caso, anche se non \u00e8 detto che possa trattarsi di un avvisaglia di fulmine, sdraiarsi a terra per ridurre l&#8217;effetto di dissipazione della carica;<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.solomontagna.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Immagine1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-7937\" src=\"http:\/\/www.solomontagna.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Immagine1-233x300.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/www.solomontagna.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Immagine1-233x300.png 233w, https:\/\/www.solomontagna.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Immagine1-768x990.png 768w, https:\/\/www.solomontagna.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Immagine1.png 777w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em><em><strong><span style=\"color: #800080;\">IL SOLE<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il sole in alcuni casi, pu\u00f2 costituire un pericolo da non sottovalutare: esso infatti, oltre a modificare lo stato della neve, provocando caduta di cornici o di valanghe, pu\u00f2 causare la caduta di sassi, per effetto del disgelo e pu\u00f2 causare direttamente danni all\u2019organismo \u2013 oftalmie, insolazioni, eritemi ecc\u2026 &#8211;<\/p>\n<p>Un buon equipaggiamento, completo di copricapo, occhiali, creme per il viso e labbra, consente di far fronte alle conseguenze che possono derivare da una lunga esposizione ai raggi solari.<\/p>\n<p>E\u2019 importante difendersi dai raggi ultravioletti (UV-A, UV-B, UV-C)<\/p>\n<p>Gli UV-A sono i meno dannosi, ma possono causare ustioni ad alte dosi. Alte intensit\u00e0 di UV-B sono dannose per gli occhi, e un&#8217;esposizione prolungata pu\u00f2 causare il flash di Welder (fotocheratiti). Sia gli UV-B che gli UV-C danneggiano le fibre di collagene, e quindi accelerano l&#8217;invecchiamento della pelle.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">PERICOLI INDIRETTI<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><em><strong>VALANGHE<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>Un improvviso aumento della temperatura destabilizza il manto nevoso e pu\u00f2 causare valanghe.<\/p>\n<p>La conseguenza del disgelo incrementa il normale rischio di scariche di sassi.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><em><strong>GHIACCIO<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>Un\u2019improvvisa diminuzione della temperatura pu\u00f2 gelare la brina, la neve e formare lastroni di ghiaccio.<\/p>\n<p>Attenzione a dove si mettono i piedi, specialmente al mattino presto in giornate serene.<\/p>\n<p>Evitare di camminare sul bordo esposto del sentiero.<\/p>\n<p>Portare il peso del corpo sulla parte esterna della suola del piede a monte.<\/p>\n<p>Usare i bastoncini telescopici come appoggio.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pericoli naturali oggettivi La loro origine risiede esclusivamente nei fenomeni naturali legati alla montagna, ai suoi aspetti morfologici e agli eventi meteorologici. In larga parte i pericoli sono legati a eventi meteorologici e si possono distinguere in: &nbsp; DIRETTI\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se agiscono direttamente sull\u2019escursionista INDIRETTI\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Se agiscono dopo aver provocato mutamenti nell\u2019ambiente e sul terreno \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 PERICOLI DIRETTI LA QUOTA L\u2019alta quota di per s\u00e9 condensa una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,209],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.solomontagna.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/343"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.solomontagna.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.solomontagna.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.solomontagna.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.solomontagna.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=343"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.solomontagna.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/343\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7943,"href":"https:\/\/www.solomontagna.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/343\/revisions\/7943"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.solomontagna.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.solomontagna.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.solomontagna.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}