Sentiero dei mulini – Terento (Terenten)

“Ci sono pochi spettacoli più belli di quelli dei mulini a vento che ruotano insieme in una fresca giornata di vento in una zona di campagna. “(Robert Luis Stevenson)

Partenza: Ruscello di Terento – Terento

Dislivello: 230 m

Lunghezza del percorso: 4,5 km

Tempo di percorrenza: 1 h 45 min 

Cartografia: Tabacco 1:25000 n.033 “Pustertal – Bruneck / Val Pusteria – Brunico”

Escursione facile ma altamente suggestiva che permette di passare accanto a 7 mulini fedelmente ristrutturati come erano circa 500 anni fa, tuttora in funzione, accompagnati dallo scorrere del torrente Terento, con vista mozzafiato verso il Plan de Corones e le Dolomiti.

Il sentiero ha inizio dal parcheggio centrale del paese (tabellone informativo con una ruota da mulino come segnavia,)  procedo verso nord sino a trovare un ponte, e camminando sempre sulla parte destra del torrente incontro il mulino “Müller” seguito dal mulino “Tolden”.

Qui mi fermo ad ammirare le piramidi di terra uno spettacolo naturale generato da uno straordinario fenomeno dell’erosione avvenuto nel 1837 dopo una fortissima ondata di maltempo;

Lasciandomi trasportare da un’atmosfera nostalgica proseguo poi presso il mulino “Hansen”, il mulino “Gasser”, il mulino “Hansleitner” e il mulino “Jakobe”, fino a raggiungere il mulino “Talackerer”, dopo il quale si attraverso il torrente e proseguo questa splendida e tranquilla passeggiata in direzione sud.


Sosta con Yuma

* da maggio ad ottobre vengono organizzate visite guidate dove è possibile visitare un mulino aperto.

Fauna

L’uomo non sa di più degli altri animali; ne sa di meno. Loro sanno quel che devono sapere. Noi, no.
(Fernando Pessoa)

Asino (Equus asinus)

Classe: Mammiferi (Mammalia) – Famiglia: Equidi (Equidae) – Incontro: Klammbachalm

 Cavallo (Equus caballus)

 

Classe: Mammiferi (Mammalia) – Famiglia: Equidi (Equidae) – Incontro: Sella Bistrizza

Lama (Lama Glama)

Classe: Mammiferi (Mammalia) – Famiglia: Camelidi (Camelidae) – Incontro: Nemesalm

Salamandra (Salamandra salamandra)

Classe: Anfibi(Amphibia) – Famiglia: Salamandre (Salamandridae) – Incontro: Parco Nazionale Laghi Plitvice
Habitat: ambienti boscati freschi e umidi soprattutto latifoglie attraversati da corsi d’acqua che sono spesso fondamentali per la riproduzione.

 

Vacca Maremmana

 Incontro: Foce del Fiume Ombrone (Parco della Maremma)
 

Volpe (Vulpus vulpus)

Classe: Mammiferi (Mamalia) – Famiglia: Canidi (Canidae) –  Incontro: Parco dell’Uccellina

Habitat: grazie alla sua estrema adattabilità questa specie è riuscita a colonizzare praticamente ogni ambiente, dall’artico al deserto, dalla steppa alla foresta, comprese le città. Predilige comunque i boschi e le zone ricche di nascondigli fin oltre i 2.500 metri di quota.

 

Strudelkopf/M.Specie (2.307 m)

“Sarà solo un attimo: un attimo di grande chiarezza e una sensazione pacificante; immerso nella consolante vastità dell’universo, l’uomo non la guarderà, ne farà parte”
(Nives Meroi) 

Partenza: parcheggio Ponticello – Braies di Fuori (BZ)

Dislivello: 816 m.

Tempo percorrenza: ore 5,30/6,00 (con soste)

Cartografia: Tabacco 1:25000 n.31 “Pragser Dolomiten/ Dolomiti di Braies-Marebbe”

Sentieri CAI: 37 -40 – 40/A – 34 – 37

Lo Strudelkopf è una cima estremamente panoramica sulla sinistra orografica della Val di Landro e grazie alla sua posizione strategica, durante la prima guerra mondiale fu un avamposto austriaco di primo piano per controllare e colpire le artiglierie italiane.

Per raggiungerlo si può scegliere di arrivare a Prato Piazza (1991 m) seguire la sterrata pianeggiante che porta al rifugio Vallandro (2.040 m) proseguire sul panoramico sentiero che parte dietro il rifugio salendo verso est per poi ricongiungersi, in corrispondenza di una valletta erbosa, a una sterrata militare contrassegnata da segnavia 34, nei pressi di un bivio a quota 2.200 m. 

Il sentiero di sinistra coincide con il percorso dell’Alta Via delle Dolomiti n.3 e porta alla sella che divide lo sperone meridionale del Picco di Vallandro mentre  verso destra si prosegue in direzione dell’evidente croce di vetta in memoria dei caduti.

Oppure, raggiunto l’albergo Prato Piazza, seguire il sentiero 40-40A  che si percorre sino ad un bivio continuando a destra verso malga Prato Piazza (2000 m.) su segnavia 40A.

Arrivati ad un successivo bivio troviamo il segnavia 34 che porta a risalire l’Alpe di Specie raggiungendo una splendida prateria dove si osservano i ruderi di un fortino (2.200 m)

Arrivati alla grande croce di vetta la vista è mozzafiato:

Picco Vallandro, Colli Alti, Croda Rossa d’ Ampezzo, Tofane, Cristalllo, Cadini di Misurina, Tre Cime di Lavaredo e versante meridionale del Gruppo Rondoni-Baranci.

Picco di Vallandro

Prendo forza per lasciare questo posto, saluto, ringrazio e rientro per gli stessi passi sino al bivio per il rifugio Vallandro (2040 m) dove si trova un edificio del fronte austro ungarico che serviva per proteggere la Valle di Landro e la Valle di Braies.

Note

Da Ponticello si può usufruire del servizio di bus-navetta con partenza ogni 20 minuti che porta sino a Prato Piazza (circa 7 km)

Tre Cime di Lavaredo

“Queste montagne suscitano nel cuore il senso dell’infinito, con il desiderio di sollevare la mente verso ciò che è sublime” Giovanni Paolo II

Giro delle Tre Cime

Partenza : Rifugio Auronzo (2320 m)

Dislivello: 300 m.

Tempo percorrenza: ore 3,00 circa

Cartografia: Tabacco 1:25000 n.010 “Sextener Dolomiten/ Dolomiti di Sesto”

Sentieri CAI : 101, 105

Raggiungo il lago di Misurina, dove parcheggio l’auto, salgo sull’autobus che, attraverso la strada panoramica a pedaggio, mi porta  fino al rifugio Auronzo (2320 m ). 

Inizio il  cammino sul sentiero 101 che conduce lungo il lato sud delle Tre Cime fino al Rif. Lavaredo (2.344 m). Lungo il percorso incontro la “Chiesetta degli Alpini” dedicata a Maria Ausiliatrice “Madonna della Croda” (venne costruita nel 1917 in onore del 17° Battaglione Bersaglieri ed ogni anno nel mese di luglio si svolge la messa in onore di tutti i caduti in montagna).

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Dopo una sosta al rifugio Lavaredo, sempre su sentiero 101, proseguo sino l’omonima forcella (2454 m), mi fermo per osservare la splendida vista sulle vallate  e sul lato nord delle Tre Cime.

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Cima Ovest (Westgipfel) 2973 m-Cima Grande (Hauptgipfel) 2999 m-Cima Piccola (Kleingipfel) 2856 m

Proseguo in discesa ai piedi del Monte Paterno sino ad incontrare il bivo che mi porterà alla prossima meta: rifugio Locatelli (2438 m). Pranzo.

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Continuo verso sud-ovest sul sentiero 105 fino a forcella Col di Mezzo quindi a sud-est sino a chiudere l’anello tornando al rifugio Auronzo.

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Note

Geografiche: le Tre Cime di Lavaredo si trovano al confine del comune di Auronzo e quello di Dobbiaco, fra le province di Belluno e di Bolzano ma linea di demarcazione è tuttora controversa. C’è chi sostiene che, essendo le cime strapiombanti sul versante di Dobbiaco, se si traccia la linea perpendicolare dalla cima ai ghiaioni sottostanti, la coì detta “goccia d’acqua”, anche le pareti rivolte a nord e le loro basi apparterebbero ad Auronzo. Nei pressi della forcella Lavaredo, c’erano due lapidi, collocate nel 1700, raffiguranti il leone della Serenissima Repubblica di Venezia e i gigli di Maria Teresa d’Austria che costituivano l’allora confine di Stato.L’unico centro abitato da cui è possibile ammirare la triade dolomitica è il capoluogo di Auronzo e la frazione di Misurina.

La strada delle Tre Cime: La strada che porta ai piedi del versante sud delle Tre Cime  di Lavaredo e alla Forcella Longères, come quella che sale dal Monte Piana, venne costruita dal Genio Militare durante la prima guerra mondiale in modo da permettere i rifornimenti alle linee avanzate. Nel 1967 venne deciso di allargare la strada e di sistemare il tracciato in modo da permettere alle auto un agevole salita.

La Grande Guerra: durante la grande guerra le Tre Cime di Lavaredo assieme al Monte Piana e al Cristallo sono state teatro di sanguinose battaglie. La volontà di dominio di questi monti era dettata dall’importanza della posizione strategica che ogni cima aveva. Ogni pietra ricorda furiosi assalti militari: famoso è l’episodio della collocazione sulla Cima Grande di un enorme faro per illuminare nella notte di metà agosto del 1915 l’assalto italiano. 

Il mare: per chi cammina lungo i ghiaioni che circondano le Tre Cime di Lavaredo non è difficile intravedere dei segni inconfondibili di quello  che anticamente , circa 230milioni di anni fa, era un grande mare tropicale che ha dato via alle Dolomiti. Si possono scoprire “turritelle”, conchiglie attorcigliate a forma di cono e gli scomparsi “megalodonti”. E’ facile rinvenire anche le tracce dei coralli che hanno contribuito alla formazione di questo straordinario paesaggio

Escursioni

Giro del Paterno (percorso facile con dislivello di 550 m) Una volta arrivati al rifugio Locatelli si prosegue lungo l’Alpe dei Piani, sempre con sentiero 101 fino alla forcella di Pian di Cengia con possibilità di piccola variante fino all’omonimo rifugio. Per il sentiero 104 discesa al Lago ed ai Piani di Cengia quindi risalita al rifugio Lavaredo;

Le gallerie del Paterno (percorso molto difficile, solo per escursionisti esperti) Sempre dal rifugio Locatelli si prosegue verso il monte Paterno. Seguendo gallerie scavate nella roccia, corde metalliche e tratti esposti si giunge a Forcella del Camoscio da dove si può salire anche alla vetta del monte Paterno. Sul lato orientale si scende a Forcella Passaporto e per gallerie e cenge si ritorna a forcella Lavaredo;

Sentiero attrezzato Bonacossa dal rifugio Auronzo al rifugio Fonda Savio (percorso difficile, solo per escursionisti esperti) Dal rifugio Auronzo si scende verso sud, lasciando sulla destra la strada carrozzabile, si imbocca subito il sentiero 117. Vi sono alcuni brevi tratti difficili attrezzati con corde e scalette. Dal rifugio Fonda Saio per il sentiero 115 si scende sulla strada Misurina-Tre Cime di Lavaredo;

Dal rifugio Auronzo a Rin Bianco (percorso facile, dislivello 600 m) Dal rifugio Auronzo si percorre un breve tratto della stradacarrozzabile finchè sulla sinistra inizia il sentiero 101 che progresivamente  si allontana da questa e , scendendo, si inoltra nei prati e boschi di alta quota sottostanti Forcella Longères. Dopo una bella passeggiata si torna sulla carrozzabile presso la sbarra di parcheggio a pagamento.

Monte Santo di Lussari – Fraz. Camporosso (Tarvisio)

Quante cime, qui, intorno a me, grandi e umili insieme; esse sanno aspettare, non invecchiano come noi, non si stancano. E io, domani, pur camminando sul sentiero, vorrei imparare ancora una volta a vivere la loro pace, vorrei mi insegnassero il segreto di questa loro statica dolcezza” 

(Tiziana Weiss da “Donne in parete” di Spirito Dalla Porta Xidias)

Mappa

Partenza: Camporosso (UD)

Dislivello: 900 m

Difficoltà: E

Cartografia: Tabacco 1:25000 n.19 “Alpi Giulie Occidentali – Tarvisiano”

Sentieri CAI: 613

Arrivo alla funivia di Camporosso e a 500 m,  dietro il locale Alte Hutte, seguo la strada che sale alla frazione Lussari; a Case Lussari (858 m) parcheggio ed inizio il “Sentiero del Pellegrino” (Cai 613)  che risale con moderata pendenza, tutta la valle lungo la sponda orografica destra del rio Lussari. 

Il sentiero è ben segnalato, faticoso nella parte centrale con stretti tornanti e discretamente ripidi, dopo aver incontrato il crocefisso che da inizio ai capitelli della via Crucis. Arrivata alla malga Lussari (1753 m) giro a destra e proseguo verso sella Lussari (1715 m) dove mi fermo un attimo accanto ad una piccola cappella. Ricomincio a camminare sul sentiero che taglia in diagonale le pendici del monte Prasnig accompagnata da un panorama stupendo.

Manca poco ed eccomi alla croce di vetta del Monte Santo di Lussari (1789 m). Mi siedo ed ecco il panorama che spazia sulle dolci vallate austriache, le vette del Mangart,dello Jalovec a nord-est, mentre verso sud lo Jôf Fuart e lo Jôf di Montasio. 

panorama sullo Jof del Montasio

Scendo pochi passi e visito il Santuario del Monte Lussari di incomparabile bellezza

La nascita del Santuario è collegata alla storia di un pastore di Camporosso che, intorno al 1360, non trovando più il suo gregge salì sul Lussari e ritrovò le sue pecore inginocchiate intorno ad un cespuglio di pino mugo, dentro il quale si trovava una statua della Madonna con il Bambino.Il pastore decise quindi di portare la statua in canonica, ma nei giorni successivi si ripeté la stessa scena; la statua era ritornata sulla vetta del Monte attorniata dal gregge di pecore. Il parroco di Camporosso consultò allora il vescovo e questi ordinò che in cima al Monte Lussari fosse costruita una cappella votiva dedicata alla Vergine. (per leggere la storia completa clicca qui)


Note

*per chi è impossibilitato a salire a piedi ma desidera visitare questo splendido santuario è possibile prendere la telecabina (Telecabina Monte Lussari – Tarvisio 33010 Camporosso (UD) –Tel. 0039 0428 653915 Fax 0039 0428 63085 – Sito internet: www.promotur.org e-mail: tarvisio@promotur.org);

** la salita al monte Lussari è anche l’ultima tappa (Valbruna – Monte Lussari) del “Cammino Celeste” o “Iter Aquileiense” (per approfondire e vederne le tappe: www.camminoaquileiese.it/ita/)


 

 

 

 

Moso/Moos – Klammbachalm – Nemesalm – Moso/Moos (Dolomiti di Sesto)

“Niente mi rende così felice come osservare la natura dipingere quello che vedo” (Henri Rousseau)

Moso/Moos (1337 m.) – Klammbachalm (1944 m.) – Untere Pulle (2008 m.) – Nemesalm (1877 m.)

Partenza: Moso/Moos (Fraz. di Sesto) – Val Pusteria

Dislivello: 670 m.

Tempo percorrenza: ore 5,30/6,00 (con soste)

Cartografia: Tabacco 1:25000 n.010 “Sextener Dolomiten -Dolomiti di Sesto”

Sentieri CAI: 13 – 133 – 13

Parto dalla chiesa di Moso  (1.337 m) e, passando tra le case, prendo la strada forestale che porta all’alpe di Nemes (segnavia 13). Mi fa compagnia il bellissimo panorama sulle Dolomiti di Sesto

Arrivo in prossimità di un grande crocefisso e, senza attraversare il rio, prendo a sinistra il sentiero escursionistico (segnavia 133) che sale alla malga Klammbach (1.944 m). 

Arrivo e lo sguardo si perde: a est il gruppo Tre Scarperi -Dreischusterspitze, a a sud la Meridiana di Sesto con la Cima Nove conosciuta anche come Pala del Popera, Cima Dieci nota come Croda Rossa di Sesto, Cima Undici, Cima Dodici nota come Croda dei Toni e Cima Una.


Riprendo il segnavia 13 che porta a malga Nemes (1.877 m) e il sentiero, che si sviluppa tra boschi e pascoli infiniti, mi lascia ancora di più senza fiato. (vedi slider)

Dopo un meritato riposo riparto tristemente per ciò che avevo lasciato dietro e mentre scendevo mi ritrovo invece a vivere un altro splendido e impensabile incontro: un gruppo di splendidi lama.

Bellissimi, maestosi quasi  regali. Poterli osservare da vicino è stata l’ultima emozione di questa splendida escursione.

Considerazioni personali:

escursione faticosa per la lunghezza ma ad ogni passo ti rendi conto di quanto la natura possa diventare arte in una perfetta armonia: la bellezza dei contrasti tra le verdi praterie ed il crinale scuro delle Alpi Carniche da una parte e dall’altra le bianche pareti verticali piene di precipizi. 

Molti sentimenti hanno accompagnato questa escursione (meraviglia, gioia, incontri) ma un immagine mi è rimasta nella mente: dirigendomi dalla Malga Klammbach alla malga Nemes  c’era vento e lo spettacolo impressionante, vidi una coppia non molto giovane seduta ed abbracciata, lo sguardo commosso e felice….non serviva altro.

 La mia mente vagò nei ricordi più lontani e più felici.

Yuma

“Volgi gli occhi allo sguardo del tuo cane: puoi affermare che non ha un’anima?”

(Victor Hugo)

Nome: Yuma

Nato: 2 aprile 2016

Razza: Meticcio

Provenienza: Rifugio del Cane 

Yuma

vitalità, attaccamento, gioco

Yuma è un cucciolo meticcio nato in canile. La prima volta che lo visto aveva 3 mesi e, nonostante il dolore per la perdita di Klady, non ho saputo resistere al suo sguardo.

Ci siamo scelti ed ora eccoci qua pronti a percorrere assieme un tratto di vita

Per Klady

Percorro gli stessi passi con Yuma..a volte scendono le lacrime…poi mi giro e mi accorgo che tu corri ancora con noi..e sorrido. Con amore.

 

 

Sauris/Zahre -Carnia (UD)

Mappa

Sauris è un paese situato in provincia di Udine, più precisamente nella regione montana della Carnia e sorge a 1222 m s.l.m. Si  divide in quattro “frazioni”, Sauris di Sotto, Sauris di Sopra, Lateis e La Maina ed è un isola felice nelle montagne circondato da boschi, prati e pascoli verdissimi.

 E’ un paese piuttosto isolato dove si parla un dialetto con influenze più austriache che italiane, come già testimonia il nome Zahre, usato dagli abitanti in luogo di Sauris.

Sauris di Sopra è un delizioso agglomerato di case di pietra e legno ed è ancora più minuscolo e appartato rispetto a Sauris di Sotto.

Da vedere la chiesa di San Lorenzo di chiara influenza goticoaustriaca costruita tra il XV e il XVI secolo, mentre a Sauris di Sotto merita la visita il santuario di Sant’Osvaldo da sempre meta di pellegrini in quanto al suo interno custodisce il pollice del santo patrono degli orefici veneziani.

Assolutamente da non perdere le passeggiata alle malghe e intorno al lago di Sauris.

Tradizioni

Febbraio: carnevale sauriano ( sfilata con le tradizionali maschere in legno, intagliate dagli artigiani locali)

Luglio: festa del prosciutto

 

Lago di Sauris – Alpi Carniche (UD)

Mappa

Il lago di Sauris, anche detto lago della Maina, è un lago artificiale situato nell’omonimo paese ad un altitudine di 977 m.

Ha origine dallo sbarramento delle acque del torrente Lumiei effettuato per fini idroelettrici nel 1941 e venne realizzato nel 1948 con il riempimento dell’invaso. Alcune abitazioni dell’abitato di La Màina vennero sommerse ma si possono vedere quando il lago viene periodicamente svuotato

 Si raggiunge mediante la strada che collega Tolmezzo ad Ampezzo, che si inerpica per la vallata del torrente Lumiei attraversando ponti, strettoie, gallerie artificiali scavate nella roccia poco illuminate ma particolarmente suggestive.

E’ possibile praticare la pesca e diversi sport come canoa e windsurf.

Villabassa/Niederdorf

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Villabassa è un comune dell’Alta Pusteria situato a 1.154 m. s.l.m. ed è un posto da me molto amato.

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E’ una località molto conosciuta per il suo clima salutare, per i suoi verdi pascoli, per i molteplici percorsi escursionistici, per il Kurpark-parco del benessere situato lungo il corso della Rienza ma soprattutto perchè è il 1° paese del Kneipp d’Italia.

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 Kurpark in veste invernale

Molto conosciuta anche dai ciclisti in quanto è il punto di partenza della gara di rampichino più dura delle Dolomiti: il Dolomiti Superbike.

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                                    Von Kurz Platz

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                                   Rathaus – Municipio 

  stazione

                                  Station – Stazione

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Tradizioni

Alta Pusteria Int. Choirfestival: il Festival Internazionale di Canto Corale “Alta Pusteria” è una manifestazione non competitiva che si svolge in Val Pusteria (Alto Adige – Südtirol)

Dolomiti Superbike Explore the legend!: la gara leggendaria tra le Alpi cui cimentarsi con la mountain bike il cui inizio risale all’anno 1995.

Settembre: alla fine del mese si svolge l’originale sagra della patata/”Kartoffelwoche” con mercatino dei contadini, animazione per bambini, escursionismo e con specialità nei ristoranti del paese.

 

Nel mio scaffale….

alta_via_3fb_msAlta Via 3 delle Dolomiti – Da Villabassa a Longarone e Belluno

di Paolo Cervigni – Editore Il Sentiero – 2016

Descrizione:

Carta e guida dell’Alta Via 3 delle Dolomiti, da Villabassa a Longarone e Belluno. Cartine in scala 1:25.000
Percorso base facile, senza tratti ferrati, con posti tappa gestiti
Percorso più difficile, con tratti attrezzati, un bivacco fino a Longarone e tre fino a Belluno
Guida tutta a colori con fotografie, mappe, altimetrie, info, descrizioni itinerari

 

Considerazioni personali:

per me, amante dei grandi spazi aperti, è stato facilissimo innamorarmi di Villabassa.
La valle dove è situata è meravigliosa..se ti siedi un attimo su una qualsiasi panchina e lasci andare lo sguardo a 360° ti accorgi che puoi trovare ogni sfumatura di verde..un silenzio ed una pace incredibile rotta solo dai campanacci delle mucche e dal gorgoglio del fiume Rienza che scorre in tutta la vallata.
Amo la sua gente sempre disponibile e gentile, amo il fatto che è ancora a dimensione umana e conserva tradizioni ed usanze.
La amo anche in inverno ricoperta di neve..dove tutta la vallata diventa una meravigliosa pista da sci..e i pensieri spaziano nel bianco più assoluto.
Qui ritrovo me stessa, sempre, qui lascio una parte del mio cuore quando me ne vado ma che ritrovo puntualmente appena ritorno.

 

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